venerdì 23 novembre 2012

CAV GALLICO, ESONERATA LA YASAKOVA. ARRIVA PORCINO


Adesso è ufficiale. Dina Yasakova non è più il coach del Cav Gallico. L’allenatrice russa, grande protagonista della promozione dello scorso anno dalla serie C alla B2, è stata sollevata dall’incarico di responsabile tecnico. Fatali le ultime deludenti prestazioni dettate da evidenti cali psicofisici che hanno portato capitan Chirico e compagne a “regalare” alle avversarie risultati praticamente già acquisiti. «Serviva una scossa - spiega il presidente del Cav Gallico Pasquale Gangemi - per tenere unito questo gruppo. Ringraziamo coach Yasakova per l’enorme lavoro profuso in questi anni, i cui frutti, siamo certi, vedremo nel proseguo della stagione. Intanto, speriamo in una svolta a partire già da sabato per dimostrare di che pasta siamo fatti. Come società ci crediamo e confidiamo nella nuova guida tecnica». E’ Gianluca Porcino il nuovo coach del Cav Gallico. Proveniente dal Motta San Giovanni, con due anni d’esperienza come secondo allenatore della Golem Palmi, il nuovo tecnico avrà il compito di restituire tranquillità ed entusiasmo ad una piazza importante come quella gallicese. «Porcino è un coach determinato - aggiunge il patron Gangemi - un allenatore capace di tirar fuori dalle ragazze la grinta e la voglia di vincere. Mi aspetto molto da lui e, soprattutto, mi aspetto un cambiamento sotto il profilo psicologico. Negli ultimi incontri non siamo stati all’altezza». Sono ancora vive nella mente del presidente gialloblù le ultime due sconfitte contro Palmi e Barcellona, quest’ultima maturata quindici giorni fa in casa al tie-break (3-0 praticamente in tasca, poi 3-2 per le siciliane). Un avvio, comunque, non negativo per una neopromossa come il Cav se si considera l’attuale posizione di classifica, dopo sei giornate, al di fuori della zona retrocessione. Ma qualcosa non ha convinto la dirigenza gallicese. «Non sono stati i risultati a determinare la nostra scelta - precisa Gangemi - ma l’atteggiamento della squadra. Ci assumiamo la responsabilità di questa decisione, giusta o sbagliata che sia. Così facendo non potremo rimproveraci, a fine stagione, di non aver provato a dare una scossa».

Sergio Notaro, Tie Break

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